Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

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Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 20/12/2011, 15:24

il barchino è nel complesso facile da costruire ,due tavole e due listelli,qualche vite una placca si piombo ..........solo che bisogna rispettare degli equilibri di base, poi ci sono modelli più pesanti e potenti per controbattere le onde delle secche in fase di scaduta avanzata....... e più leggeri da mare calmo e meno faticosi da trascinare,ed infine piccole modifiche personalizzate per rendere più efficienti gli stessi dal punto di vista IDRODINAMICO.
Ripartiamo da un video di spiegazione molto ben fatto ed esaustivo della tecnica con regole base di conduzione e pesca poi passeremo ai piani ed ai disegni

http://www.youtube.com/watch?v=pbqYnkYVo1g
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Costruzione di un barchino divergente per traina lenta da riva( da non confondersi del similare barchino divergente per traina da barca.
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UTENSILI E MATERIALI. E’ consigliabile, prima di cominciare la costruzione, preparare gli utensili e tutto il materiale necessario. Gli utensili: troncatrice da banco, morsetti, sega, raspa, seghetto alternativo, martello, mola da banco, seghetto a ferro, lima, trapano, chiave inglese, pinze, cacciavite . I materiali: pennarello vetrografico, legno d’abete, tondino d’acciaio, carta abrasiva, piombi sferici, dischi abrasivi, colla cianoacrilica, stucco, impregnante, flatting.

La prima cosa da fare è disegnare uno “spaccato” del nostro barchino. Prendiamo spunto da quelli esistenti in commercio oppure da quello dei nostri amici o, meglio ancora, . C’interessano soprattutto le dimensioni. Il disegno può essere eseguito velocemente a mano libera e deve riportare tutte le misure necessarie.


Cerchiamo un legno di facile reperibilità in uno di tanti centri di Bricolage e la scelta cade sull’essenza d’abete o su compesati marini, ma sempre meglio un massello visto che la levigazione sarà uno dei trucchi per renderlo più filante ed efficacie. peLe tavole da preferire devono avere meno nodi possibili. Non sarà facile trovare le misure che ci serviranno, quindi dovremo prendere la pezzatura più vicina alle nostre necessità. Sarà nostro compito tagliare le dimensioni giuste utilizzando una troncatrice a legno. Nel caso non avessimo questo utensile, potremo sempre far tagliare a misura le tavole da chi ce le ha vendute oppure utilizzeremo una sega a legno manuale.


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Dopo aver tagliato a misura le due tavole (62 x 23,5 la maggiore; 53 x 21 la minore, spessore unico 2cm.) che costituiranno le parti principali del barchino, dobbiamo sagomarle in modo da renderle il più possibile idrodinamiche. Con un pennarello evidenzieremo le parti da togliere.

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Seguiremo i profili tracciati con un seghetto alternativo, ma in mancanza di questo, potremo sempre usare una sega coadiuvata da una buona raspa per arrotondare i margini. In questa fase sarà opportuno fissare le tavole ad un banco con dei morsetti.
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Ottenuti i profili desiderati dobbiamo rastremare le parti delle tavole che saranno a diretto contatto con l’acqua. Le parti interessate sono quelle che, in navigazione, guarderanno la costa qualunque sarà la direzione che il pescatore sceglierà lungo la riva. L’operazione di riduzione progressiva dello spessore delle tavole si ottiene facilmente con un trapano corredato di un disco abrasivo.
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Il lavoro risulterà perfetto se, dopo il trapano, useremo una carteggiatura a mano con carte abrasive sempre più sottili. Non dimentichiamo di tenere i pezzi bloccati con i morsetti per rendere il lavoro più facile e preciso.
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Le due parti del barchino si presentano così sagomate, anche se non ancora rifinite. Nella foto si possono leggere le misure, in centimetri, necessarie per posizionare i due listelli trasversali, ma per maggiore sicurezza le scrivo pure. I due listelli distano tra loro 18cm. I listelli distano dalle estremità delle tavole:17,5cm. nella maggiore e 13cm. nella minore. La tavola maggiore sarà sempre posizionata all’esterno, verso il mare aperto.

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I listelli che uniscono le due parti del barchino ( 42,5 x 5 x 1,5) sono tagliati a misura con la troncatrice o con la sega, ma, in questo caso, facciamo attenzione a che il taglio sia perfettamente perpendicolare.
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Dobbiamo creare anche gli incastri sulle due parti. Questo è un lavoro di precisione che richiede molta attenzione. I listelli dovranno entrare con estrema esattezza negli incastri predisposti.
successivamente nel capitolo "piccole variazioni e modifiche" vedremo la possibilità di effettuare un incastro un po' più sofisticato detto a" coda di rondine ".



Prima di assemblare i vari componenti sarà necessario appesantire la parte più grossa (quella che va all’esterno, verso il mare) con della zavorra in piombo. Andrà sistemata in basso, nella parte che rimarrà sommersa. Si tratta di fare 6 – 7 fori non passanti di diametro sufficiente per ricevere, ciascuno, un piombo a sfera ( 50gr.), schiacciato col martello, se il diametro della sfera è maggiore dello spessore del legno.( la cosa potrà essere sempificata con l'applicazione di una barra/placca in piombo incollata e fissata per sicurezza da due buone viti sempre inox) La zavorra sarà fissata con colla cianoacrilica e stucco. Il collegamento delle due parti con i listelli sarà eseguito con viti in acciaio.
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Dobbiamo costruire, ora, la “maniglia” a cui agganceremo, attraverso un anello d’acciaio, il trave che porterà i terminali con gli artificiali. E’ necessario procurarci un tondino d’acciaio (diametro 6mm.) di lunghezza 32cm. che filetteremo alle estremità per circa 4,5cm. Lo fisseremo sulla parte più piccola, parallelo e a 3cm. dal bordo superiore, con dadi autofilettanti e rondelle in acciaio. Una prova in acqua, a questo punto, è necessaria. Dobbiamo capire se la zavorra utilizzata è giusta per la navigazione del barchino. Aumentare o diminuire il piombo secondo necessità. L’obiettivo sarà quello di non fare ribaltare il barchino, quando il trave entra in tensione.
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Completeremo l’assemblaggio curando tutti i minimi particolari estetici. Rifiniamo con carta abrasiva progressivamente più fine, smussiamo tutti gli spigoli, stendiamo più mani d’impregnante per legno e, alla fine, almeno 5 mani di flatting marino.
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La preparazione della lenza madre richiede l’uso di un trave del 100 o del 120 lungo almeno 100m. Lo avvolgeremo su di un grosso sughero. L’estremità libera sarà fissata all’anello della maniglia attraverso una grossa e comoda girella con moschettone. A distanza di 4,5m dal barchino si mette il primo finale in fluorocarbon dello 0,25 e lungo 4m. Il numero dei finali può variare a piacere e, in base alla nostra abilità di …”conduttori di barchino”, fino ad un massimo, direi, di 10. La distanza tra i finali sarà di 4-5m e saranno fissati al trave attraverso girelle con moschettoni montati in mezzo a perline colorate fermate da due nodi come si può ben vedere dall’ultima foto.




ma per quanto riguarda questo oggetto che può rendere pratica l'intera pescata, vedremo a parte le varie soluzioni e per quanto riguarda la robustezza che la praticita e comodità nel gestirlo in spiaggia
Rilasciare il pesce pescato, non è solo segno di civiltà e rispetto ambientale, ma rappresenta una vera filosofia ed approccio alla pesca, dove alla gioia della cattura si aggiunge la felicità del vedere l'animale appena catturato di nuovo nuotare libero.

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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 20/12/2011, 17:19

non sono d'accordo con 2 punti

il peso da applicare è molto variante , cambia dal tipo di legno , dalla stagionatura e dalla quantita di legno asportata durante la smussatura delle pale . 6/7 piombi da 50 gr sono complessivamente 3/350 gr in caso di ribaltamento sono troppo pochi.

travi del 100 massimo io uso il 0,90 in acqua offre meno attrito e pesa di meno .
tempo fa si discuteva di adoperare il multifibre soluzione migliore ,ma troppo pericolasa per rimetterci le mani
Paolo


il valore di un 'idea sta nel metterlo in pratica
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 20/12/2011, 17:41

BARCHINO da ONDA
Passiamo al secondo schema, molto interessante perchè se i barchini sono max di 60 cm di lunghezza sulla pala /deriva lato mare( quello più lungo), questo è un 70 cm più adatto a gestire un mare leggermente più formato diciamo acque dell' oceano....certo sarà anche un po' più pesante da trainare avendo appunto più deriva immersa in acqua.
interessante anche la logica delle misure da poter volendo, modificare in proporzione, è un po' più rustico, perchè realizzato anche in paesi del terzo mondo, dove gli attrezzi non abbondano,e pertanto piu simili a quello che potremo realizzare noi in casa.
altra cosa importante e per questo merita una menzione le due pale sono identiche (??????) e comunque con regole diverse. Chissà se tutto può creare uno spunto per realizzarlo con delle piccole modifiche italiane
È fatto a Catamarano e non ha Prua come tanti altri, ovvero ha gli scafi della stessa lunghezza anziché uno più
lungo dell'altro, e non ha la necessità di aggiungere un contrappeso per bilanciare lo scafo esterno, perché non
ce n’è affatto bisogno, visto che gli scafi hanno la stessa portanza e peso.
Innanzi tutto voglio anticipare una cosa. E' stato realizzato con queste misure, ma le stesse possono essere variate,
l’importante è che si mantenga la proporzione tra una misura e l’altra. Se volessimo costruirne uno più piccolo,
anche tutte le altre misure dovranno variare, ma in modo proporzionale.
Ad esempio se volessimo un barchino di 50 cm di lunghezza massima anziché di 70 come quello qui riportato,
anche tutto il resto dovrà cambiare, traverse, maniglia ecc. ma in modo proporzionale
Ad esempio... la formula per conoscere la misura proporzionale delle traverse sarà la seguente:
100:70 = 50:x
quindi 70 moltiplicato 50 diviso 100 mi darà 35, e questa sarà la misura delle traverse per un barchino di cm 50
di lunghezza.
E cosi sarà per tutte le altre misure, tranne che per lo spessore delle traverse, che sarà bene non indebolirle
troppo per evitare che un onda grossa spezzi il vostro barchino in due, come uno stuzzicadenti.
Il risultato è, che un Barchino più piccolo sarà meno ingombrante e meno pesante per il trasporto, più
maneggevole e meno pesante da trainare, ma gli svantaggi saranno quelli di non poter reggere un mare più
formato, con maggiori probabilità di scuffiare (rovesciarsi) facilmente con onde frangenti, inoltre avrà meno
tensione sul trave.
Le caratteristiche saranno opposte per un barchino più grande.
Capito questo concetto ecco le misure del barchino da onda, che sopporta bene anche un mare formato.
Lunghezza degli scafi fuori tutto cm 70, Larghezza cm 50.

COSTRUZIONE:
Prendete due tavole del legno che preferite, di cm 70x25x2,5. Naturalmente legni più pregiati avranno più
resistenza nel tempo, ma anche maggiore costo e probabilmente più duri da lavorare.
In realtà anche una tavola di abete con una buona resinatura soddisfa pienamente lo scopo senza avere un costo elevato, ed un peso specifico eccessivo.

La cosa più importante è scegliere un legno che sia bello diritto e con pochi nodi, ma se anche dovesse averne
qualcuno, basterà dargli una buona stuccata con segatura fine, che otterrete dallo stesso legno, mischiata con un
po’ di resina poliestere, o se avrete deciso di pitturarlo con un colore, potreste usare anche dello stucco bicomponente per carrozzeria.
Fatto questo, piantate un chiodino provvisorio a cm 25 da uno dei lati esterni di una tavola e cm 5 dal bordo
superiore della stessa, come da foto N.2 .
Prendete un cordino sul quale farete due occhielli. Fissate il cordino, al chiodino da un lato, e ad una matita
dall’altro. Ora segnate una curva mantenendo il cordino sempre in tensione.
Poi accorciate il cordino di circa cm 2.5/3 e disegnate una linea curva parallela alla prima, ma più interna, che
vi servirà successivamente come riferimento per la smussatura delle prue.
Ripetete l’operazione quattro volte alle due estremità di ciascuna tavola.
Tagliate le 4 prue seguendo la prima linea, poi sgrossatele tenendo come riferimento la seconda linea, con pialla
e lima e rifinitela con carta vetrata. Meglio usare una macchina levigatrice a disco, e dischi di grana diversa,
cominciate con il disco a grana più grossa, poi con quello a grana fine, sino ad avere una finitura liscia ed
uniforme.
Attenzione arrotondate solo le prue, lasciando le chiglie piatte. in quanto smussare le chiglie non è
assolutamente necessario, anzi controproducente perché diminuirebbe la tensione sul trave e aumenterebbe lo
scarroccio verso l'operatore. Oltretutto non rastremandole, le chiglie saranno più solide, sopratutto su spiagge
ghiaiose. Ora procediamo con le traverse, ovvero i legni che uniscono gli scafi.
Dovete ricavarne due di cm 50x4x2,5.
Per unire gli scafi potrete scegliere di fare un taglio ad ala di farfalla ( coda di rondine), che è un po’
più complicato da fare, ma anche più sicuro, oppure di di unirli semplicemente facendo un taglio dritto della
stessa dimensione della traversa, sul bordo superiore dello scafo.
È importante non lasciare molto gioco, bensì dovete cercare di fare in modo che le traverse entrino leggermente
forzate, ma non troppo, diversamente potreste scheggiare o rompere il legno.
Un altro modo molto efficace e più rapido da realizzare è quello di utilizzare due angolari di alluminio, con un
semplice taglio sulla verticale dello scafo, dove infilerete un lato dell’angolare, ed una vite che passando in un
buco che avrete praticato nella parte superiore dello stesso angolare, lo terrà fissato allo scafo.
Ed il gioco è fatto, avendo oltretutto ottenuto una resistenza superiore e minor gioco tra i due scafi. Vedi foto 17
- 18
Attenzione: per l’assemblaggio degli scafi con le traverse,accertatevi che le smussature delle prue siano
ambedue rivolte dallo stesso lato. Vedi foto 4 -5– 10 - 11 -14 - 15 - 16.
Preparate i fori per la maniglia come da foto 10 - 11 – 14 - 15.
Attenzione: I fori per la maniglia devono essere fatti sullo scafo che presenta la smussatura verso di noi e
non .Vedi foto 10 – 11 – 13 – 14 – 15 - 16.
Le traverse vanno fissate allo scafo con una vite da legno meglio se di acciaio inox 316 aisi di almeno cm 5/6,
preparando un buco prima con un trapano, ed una punta di 1mm più piccola della vite che andremo ad usare.
Vedi foto 7
Ora, dopo aver smontato il tutto potete passare alla verniciatura. Io l’ho fatta con una mano piuttosto
abbondante di resina poliuretanica, e finito il problema. Impermeabilizzazione eccellente e duratura.
Ma a vostra discrezione potete farlo anche con un impregnante prima e poi tre o quattro mani di vernice marina,
avendo cura di lasciar asciugare bene la vernice è dare una passatina leggera con carta vetrata fine tra una
mano è l’altra. Vi ci vorranno almeno 4 giorni se non fa freddo è non piove. Con la resina se è una buona
giornata di sole avrete finito in 24 ore.
Per la maniglia visto che procurarsi dell’acciaio inox 316 potrebbe non essere un impresa facile, nel caso si è usato
barra di ottone per saldare ad ossigeno di 7 mm. Poco costosa, facile da trovare in qualunque ferramenta, e non
arrugginisce. Perché complicarsi la vita ? Lunghezza cm 50 piegata a cm 4,5/5 su ambo i lati.
La piegatura va fatta con l’aiuto di una buona morsa ed un buon martello.
Piegare ad angolo 90 gradi, assicurandosi che la parte centrale dove scorrerà il moschettone sia all’incirca di cm
40.
I buchi per la maniglia li ho fatti inclinati di 45 gradi rispetto allo scafo in modo da creare una leva e rendere
più improbabile la possibilità che si possa sfilare. La distanza dal bordo superiore deve essere di cm.5, e la
maniglia deve essere ben parallela, e centrata orizzontalmente, rispetto allo scafo, lasciando la stessa misura a
destra e a sinistra.
Allo scopo si deve usare un trapano elettrico ed una punta di circa mm1 più stretta rispetto alla maniglia in
modo che la barra entri forzata, poi basta martellarla dentro.
IL TRAVE
una granse innovazione, è invece un elemento a cui si da una importanza relativa , stà nel trave e
nell’avvolgitore su cui viene riposto.
Incominciamo dal trave... non c’è nulla di più irritante di un filo di nylon quando, dopo due o tre volte che lo si
riavvolge, incomincia a ritorcersi su se stesso e all’improvviso ti ritrovi con una massa di spaghetti inestricabile
Li finisce il piacere della pesca...
Oppure quando sempre dopo quelle famose due o tre volte allo svolgerlo si scopre che ha preso la piegatura
sugli angoli dell’avvolgitore.
E poi quando incominciate a tirare per farlo entrare in acqua?
Se non c’è qualcun altro che lo ve lo spinge sino al bordo d’acqua, avrete il filo di Nylon che si allunga, si
allunga, si allunga, e rischia di spezzarsi lì per lì, e di nuovo addio piacere della pesca.
Tutto questo non succede se usiamo qualche linea da Kite-surf trovatevi un amico che pratica questo sport,
potrebbe passarvi quelle linee che lui ha dismesso, o potrete facilmente trovarle chiedendo a qualche scuola di
Kite-surfing, se dalle parti vostre ce n’è una. Nella peggiore delle ipotesi le comperate in internet da qualche
negozio specializzato.
Dovete sapere che chi pratica questo sport, ed oggi sono parecchi, deve cambiare le linee che lo tengonoattaccato al Kite (aquilone) prima che queste si rompano per usura, diversamente si può rischiare grosso.
Ebbene queste linee presentano molti vantaggi che vi descriverò di seguito
1) Quando le avvolgiamo o svolgiamo, non si ritorcono, e questa è una gran bella cosa.
2) La resistenza è infinitamente superiore al filo di nylon per quanto grosso sia. Figuratevi che per rompere
una linea da kite ci vogliono parecchie centinaia di Kg
3) Non è elastico, perciò non si allunga quando tirate il barchino verso l’acqua dopo aver disteso il trave.
4) Non essendo elastico e molto più rigido del nylon quando è in tensione, si sentono molto meglio le
vibrazioni dei pesci quando toccano le vostre esche o quando hanno abboccato.
5) Per attaccare i finali basta fare un semplice nodo ad occhiello e non c’è bisogno di sofisticati metodi di
montaggio con perline e rivetti perché il terminale non scappi a destra o a sinistra. Vedi foto N.12
Le linee da kite possono essere di 15- 18-20-metri e anche più. Io ne ho prese di varie lunghezze ed in totale ne
ho avvolte m.93. Si possono unire facilmente infilandone una nell’occhiello dell’altra o annodandole tra di loro.
L’ AVVOLGITORE
Anche qui, come idea nasce ancora dal Kite-surf.
Ma non vi siete mai stancati il braccio avvolgendo 70/80 metri di nylon su un avvolgitore che avvolge cm 10 o
15 per volta? Bisogna muovere le braccia sù è giù in modo alternato da 600 a 800 volte, sia quando si svolge
che quando si riavvolge, minimo sono 1600 volte ogni volta che si va a pescare.
Ci vuole tanto tempo, forza e tenacia, ma si risparmia l'iscrizione al Gym.
Senza poi contare, i problemi di ritorsione del nylon.
Chi fa Kite-surf ha la necessita di avvolgere e svolgere quattro linee insieme in modo rapido e senza fare quelle
che io chiamo spaghettate in spiaggia.
Io ho preso un boma da Kite-surf, e l’ho spogliato sino ad avere un semplice tubo di alluminio lungo cm 53,
con un diametro di mm 30 rivestito di gomma morbida (In cui ci fisso gli ami degli artificiali quando
riavvolgo).
Poi ho usato quatto curve a 90 gradi di PVC per tubazioni idrauliche e due tubi da cm 10, ho incollato il tutto
con colla per PVC e adattato con una lima il diametro della curva perché potesse entrare forzata dentro le
estremità del tubo.
Ed ecco pronto il mio avvolgitore, rapido per svolgere e riavvolgere il trave. Infatti mi bastano un centinaio di
passaggi per avvolgere 70 metri di trave, non ottocento.
È anche molto più comodo da trainare essendo l’impugnatura rotonda, e rivestita di gomma morbida, anziché
quello spigoloso quadrato di multistrato, che mi ero costruito in un primo tempo dove a malapena si riesce a
metterci le dita, o quel plasticone stampato comprato in un negozio di pesca e che ti taglia la mano
dopo un po che tiri.


FOTO 1




FOTO 2





FOTO 3



FOTO 4



FOTO 5



FOTO 6



FOTO 7



FOTO 8



FOTO 9



FOTO 10



FOTO 11



FOTO 12



FOTO 13



FOTO 14





FOTO 15



FOTO 16





FOTO EXTRA SOLUZIONE ALTERNATIVA listelli di collegamento

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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 20/12/2011, 19:06

paolinods ha scritto:non sono d'accordo con 2 punti

il peso da applicare è molto variante , cambia dal tipo di legno , dalla stagionatura e dalla quantita di legno asportata durante la smussatura delle pale . 6/7 piombi da 50 gr sono complessivamente 3/350 gr in caso di ribaltamento sono troppo pochi.

travi del 100 massimo io uso il 0,90 in acqua offre meno attrito e pesa di meno .
tempo fa si discuteva di adoperare il multifibre soluzione migliore ,ma troppo pericolasa per rimetterci le mani

quello che è stato costruito il legno è di abete......evidentemente un massello di abete di 2cm di spessore, con quelle dimensioni, abbisogna di quei piombi !! la levigatura ha un'influenza minima se fatta in maniera un po' più accentuata o un po' meno accentuata.
ps) non chiederlo a me......io ho soltanto riportato quel che c'è sul web..........
per il trave si sconsiglia di andare sotto il 100, e c'è chi dice che è meglio un cordino rigido ad un nylon allungabile, compreso una maggior sensibilità all'abboccata che permette anche di evitare girelle pallini e quant'altro

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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 20/12/2011, 23:02

oramai i passaggi costruttivi penso siano chiari a tutti , concentriamoci solo sugli schemi specialmente quelli diversi per concetto a quelli gia postati.
infatti il prossimo schema è completamente differente dai precedenti .
qui abbiamo un rapporto di grandezza fra pale totalmente differenti per lunghezza e spessore "sezione del legno"









un'altro schema costruttivo:


Le dimensioni sono:
la parte di avanti 42 per 17cm, con il raggio per realizzare la linea curva di 11 cm
la parte di dietro 53 per 22cm, con il raggio di 14cm
le assi per collegarli sono di 36 5cm realizzando il taglio a farfalla per un migliore fissaggio





ed ecco l'ultimo differente perchè l'altezza della pala/deriva più corta è anche più bassa




Il barchino è un piccolo catamarano con 2 trapezi di grandezza diversa al posto degli scafi tenuti uniti da 2 barre trasversali .

Il trapezio più grande, quello che navigherà lato mare e raccogliendo più spinta trascina lo scafo verso il largo è alto 25 cm e lungo 65 cm sulla sua base più lunga in alto. Il trapezio più piccolo, lato terra, dove viene legato il trave su apposita barra è alto 22cm e lungo 54 cm. lo spessore del legno 2,2cm circa, che lo rende pesante

Le due derive sono distanti 37 cm.
Gli scafi sono tagliati sul bordo obliquamentefacendoli diventare quasi a lama di coltello.
Il barchino è un piccolo catamarano con 2 trapezi di grandezza diversa al posto degli scafi tenuti uniti da 2 barre trasversali .

Il trapezio più grande, quello che navigherà lato mare e raccogliendo più spinta trascina lo scafo verso il largo è alto 25 cm e lungo 65 cm sulla sua base più lunga in alto. Il trapezio più piccolo, lato terra, dove viene legato il trave su apposita barra è alto 22cm e lungo 54 cm.

Le due derive sono distanti 37 cm.
Gli scafi sono tagliati sul bordo obliquamentefacendoli diventare quasi a lama di coltello.
Lo scafo lungo inoltre è appesantito da una lastra di acciaio per impedire il rovesciamento a causa delle onde, che comunque spesso lo alzeranno ed il barchino viaggerà sulla sola deriva piccola







PER quanto riguarda l'avvolgitrave
il trave
i finali
e un po di normative importanti di legge, qui di seguito è presente qualche informazione:

Il trave sarà avvolto in un cerchio di plastica con bordi per non fare uscire la lenza avvolta ed è comodo da tenere ed infilare in un braccio.

Sono diffusi, ma sconsigliati , i portatrave fatti di sughero o legno, tavolette sagomate. Durante la pesca sono scomodi da portare ed il filo scappa via per la forte trazione.

Inoltre troverete in vendita travi predisposti anche di 10 girelle. La normativa di pesca in italia prevede un massimo di 6 terminali per la traina. Il trave da 10 girelle quindi non deve essere usato con 10 artificiali, ma può essere usato per distanziare diversamente le esche, secondo i propri gusti e le condizioni climatiche.

Gli artificiali di diverso tipo secondo tradizione, scelta personale e variabili secondo le prede da insidiare, sono collegati al trave tramite filo del 30/35 lungo 2,5 metri , in funzione della distanza delle girelle sul trave. Allungando il filo si devono distanziare proporzionalmente le girelle, pena groviglio in fase di girata.
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 23/12/2011, 7:44

l’importante è che si mantenga la proporzione tra una misura e l’altra. Se volessimo costruirne uno più piccolo,
anche tutte le altre misure dovranno variare, ma in modo proporzionale.
Ad esempio se volessimo un barchino di 50 cm di lunghezza massima anziché di 70 come quello qui riportato,
anche tutto il resto dovrà cambiare, traverse, maniglia ecc. ma in modo proporzionale
Ad esempio... la formula per conoscere la misura proporzionale delle traverse sarà la seguente:
100:70 = 50:x
quindi 70 moltiplicato 50 diviso 100 mi darà 35, e questa sarà la misura delle traverse per un barchino di cm 50
di lunghezza.
E cosi sarà per tutte le altre misure



Se con queste misure , la maniglia è di 40 cm ,
come sarà la proporzione della maniglia su un barchino di 50cm???
la matematica non sarà mai il mio mestiere
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 23/12/2011, 10:12

paolinods ha scritto:l’importante è che si mantenga la proporzione tra una misura e l’altra. Se volessimo costruirne uno più piccolo,
anche tutte le altre misure dovranno variare, ma in modo proporzionale.
Ad esempio se volessimo un barchino di 50 cm
Se con queste misure , la maniglia è di 40 cm ,
come sarà la proporzione della maniglia su un barchino di 50cm???
la matematica non sarà mai il mio mestiere


Proprietà FONDAMENTALE delle proporzioni
In una proporzione il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi
Da A : B = C : D segue A x D = B x C
si legge se A sta a B come C sta a D

se un barchino di lunghezza 70 cm : 40 cm di barra = un barchino di 50 cm : X di barra ?
se 70 sta a 40 come 50 sta a X
40x50 = 2000 ( prodotto dei medi) ------ 70x28,7 =2002 (prodotto degli estremi) X = 28,7
28,7 cm sarà la lunghezza della barra inox in proporzione per un barchino di 50 cm


ps) diceva Edoardo De Filippo: "gli esami non finiscono mai !! "
Rilasciare il pesce pescato, non è solo segno di civiltà e rispetto ambientale, ma rappresenta una vera filosofia ed approccio alla pesca, dove alla gioia della cattura si aggiunge la felicità del vedere l'animale appena catturato di nuovo nuotare libero.

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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 23/12/2011, 10:32

mauriziof ha scritto:
paolinods ha scritto:l’importante è che si mantenga la proporzione tra una misura e l’altra. Se volessimo costruirne uno più piccolo,
anche tutte le altre misure dovranno variare, ma in modo proporzionale.
Ad esempio se volessimo un barchino di 50 cm
Se con queste misure , la maniglia è di 40 cm ,
come sarà la proporzione della maniglia su un barchino di 50cm???
la matematica non sarà mai il mio mestiere


Proprietà FONDAMENTALE delle proporzioni
In una proporzione il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi
Da A : B = C : D segue A x D = B x C
si legge se A sta a B come C sta a D

se un barchino di lunghezza 70 cm : 40 cm di barra = un barchino di 50 cm : X di barra ?
se 70 sta a 40 come 50 sta a X
40x50 = 2000 ( prodotto dei medi) ------ 70x28,7 =2002 (prodotto degli estremi) X = 28,7
28,7 cm sarà la lunghezza della barra inox in proporzione per un barchino di 50 cm


ps) diceva Edoardo De Filippo: "gli esami non finiscono mai !! "



=) =) =) }:) }:) }:) }:)
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 23/12/2011, 13:05

questo è il concetto delle proporzioni ........ed è giusto........ma il barchino progettato sarà giusto ? perchè se il progetto è sbagliato .....le eventuali proporzioni saranno sbagliate!!
per questo ne comprerò uno da artigiani di messina e provincia...... bisogna partire da una base di partenza teoricamente giusta.
chiedo ad andreact se "pescatoreartigiano" ( essendo relativamente in zona di casa) risulti un buon/ottimo progetto !!??
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda piter69 » 25/11/2012, 14:49

:O Salve a tutti ho un barchino è da poco che lo uso, siccome dovrei rifare un nuovo avvolgilenza volevo sapere di media a quanto deve stare il primo attacco dal barchino e tutti i rispettivi attacchi ? al momento ho il primo a circa 7.50 m dal barchino e gli altri a circa 3.50 m l'uno dall?altro e L'ultimo a 4.26m in tutto sono 8, i terminali con artificiali li faccio di circa 2.50 m circa e l'ultimo più lungo 4 5 metri cosi mi anno detto di fare. Cosa mi consigliate? Va bene o devo modificare il tutto,ho modificato gli attacchi invece di mettere fermo perlina girella perlina e fermo, ho preso quelli già fatti in acciaio GIRELLA SPECIAL CRANE della glamor dovrebbe andare bene lo stesso penso...... e poi dovrei aggiungere la zavorra sul barchino per mare mosso cosi non va tanto bene il barchino è di produzione pescatore artigiano.it è ben rifinito funziona e tutto, però........le regine si fanno col mare mosso. Cosa mi consigliate di fare per queste mie domande???? aspetto risposta grazie, e ringrazio tutto il forum.
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 25/11/2012, 19:39

piter69 ha scritto::O Salve a tutti ho un barchino è da poco che lo uso, siccome dovrei rifare un nuovo avvolgilenza volevo sapere di media a quanto deve stare il primo attacco dal barchino e tutti i rispettivi attacchi ? al momento ho il primo a circa 7.50 m dal barchino e gli altri a circa 3.50 m l'uno dall?altro e L'ultimo a 4.26m in tutto sono 8, i terminali con artificiali li faccio di circa 2.50 m circa e l'ultimo più lungo 4 5 metri cosi mi anno detto di fare. Cosa mi consigliate? Va bene o devo modificare il tutto,ho modificato gli attacchi invece di mettere fermo perlina girella perlina e fermo, ho preso quelli già fatti in acciaio GIRELLA SPECIAL CRANE della glamor dovrebbe andare bene lo stesso penso...... e poi dovrei aggiungere la zavorra sul barchino per mare mosso cosi non va tanto bene il barchino è di produzione pescatore artigiano.it è ben rifinito funziona e tutto, però........le regine si fanno col mare mosso. Cosa mi consigliate di fare per queste mie domande???? aspetto risposta grazie, e ringrazio tutto il forum.




la prima cosa che ti consiglio di fare è una presentazione =)
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 25/11/2012, 23:23

quoto =)

caro peter a te ti ci vuole un barchino da onda ed una presentazione .viewforum.php?f=3
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 26/11/2012, 11:49

piter69 ha scritto::O Salve a tutti ho un barchino è da poco che lo uso, siccome dovrei rifare un nuovo avvolgilenza volevo sapere di media a quanto deve stare il primo attacco dal barchino e tutti i rispettivi attacchi ? al momento ho il primo a circa 7.50 m dal barchino e gli altri a circa 3.50 m l'uno dall?altro e L'ultimo a 4.26m in tutto sono 8, i terminali con artificiali li faccio di circa 2.50 m circa e l'ultimo più lungo 4 5 metri cosi mi anno detto di fare. Cosa mi consigliate? Va bene o devo modificare il tutto,ho modificato gli attacchi invece di mettere fermo perlina girella perlina e fermo, ho preso quelli già fatti in acciaio GIRELLA SPECIAL CRANE della glamor dovrebbe andare bene lo stesso penso...... e poi dovrei aggiungere la zavorra sul barchino per mare mosso cosi non va tanto bene il barchino è di produzione pescatore artigiano.it è ben rifinito funziona e tutto, però........le regine si fanno col mare mosso. Cosa mi consigliate di fare per queste mie domande???? aspetto risposta grazie, e ringrazio tutto il forum.



1 la distanza dal barchino al 1° attacco io la faccio a 5 metri , ma i tuoi 7,50 m vanno bene ugualmente .
2 ho due travi uno per mare mosso ( attacchi acirca 4 metri tra loro ) e uno per mare calmo ( attacchi scorrevoli la lunghezza tra loro e del finale la decido in base com'è il mare)
3 con mare mosso 3 m di finale vanno bene , più il mare è calmo e più si allungano i braccioli
4 i miei snodi li faccio nodino perlina girella perlina nodino e non la sostituirei con nessun altro sistema.
5 quel barchino è ottimo, ma utilizzabile con mare calmo o poco poco mosso .Per la conformazione delle nostre spiagge pontine ci vuole un barchino ignorante
Paolo


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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda mauriziof » 26/11/2012, 14:38

cioè più grande ...un po' più lungo, un po' più largo e sopratutto più alto e pesante , con piombi posizionati il più in basso possibile per avere un baricentro nautico più basso possibile( stabilità)

poi meglio che avvenga una forte divergenza con il mare, in modo da non stazionare troppo tempo nelle frangenze delle secche ,pertanto che le superi velocemente.

non è questo del video ma potrebbe avvicinarsi come concetto, specialmente un pizzico più largo di luce effettiva fra le Pale

http://www.youtube.com/watch?feature=en ... rh23k&NR=1
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda piter69 » 28/11/2012, 19:38

vorrei un consiglio per autocostruirmi un nuovo barchino da usare in mare mosso, ce ne sono vari tipi da fare ma sinceramente non so quale è più adatta............ non so quanto lungo farlo e specie di altezza ecc... ce ne vorrebbe uno ignorante come dice paolinods , però da fare un po bellino anche di èstetica. lo farò smontabile, chi mi può aiutare??
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 28/11/2012, 19:51

piter69 ha scritto:vorrei un consiglio per autocostruirmi un nuovo barchino da usare in mare mosso, ce ne sono vari tipi da fare ma sinceramente non so quale è più adatta............ non so quanto lungo farlo e specie di altezza ecc... ce ne vorrebbe uno ignorante come dice paolinods , però da fare un po bellino anche di èstetica. lo farò smontabile, chi mi può aiutare??



su consiglio di un grande costruttore di barchini di Sabaudia ho costruito in quest giorni il barchino ignorante.....

aspetto che si calmino le acque e farò il varo---- Per il momento posso dirti di aver pazienza
Paolo


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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda Il Mare Nel Sangue » 10/12/2012, 1:18

aspettiamo un tuo riscontro..........e le foto con relative misure >:o >:o >:o
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Re: Auto-costruzione di un BARCHINO divergente

Messaggioda paolinods » 10/12/2012, 8:22

non va pensavo di meglio..........
Paolo


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